2012, una catastrofe planetaria
Il mondo va male, l’umanità ha il fiato grosso, per cui le pellicole catastrofiche che escono periodicamente incontrano sempre un notevole successo di pubblico, il quale inconsciamente teme che gli eventi apocalittici raccontati nei film possano da un momento all’altro verificarsi realmente. 2012, realizzato da uno specialista, Roland Emmerich, regista di Indipendence Day e The day after tomorrow, per 158 minuti avvince gli spettatori e li tiene col fiato sospeso con una serie di disastri squassanti, terremoti devastanti e voragini senza fondo.
La trama parte da un’antica leggenda Maya, che prevede da millenni la fine del mondo il giorno 21 dicembre 2012, circostanza che trova conferma nei calcoli matematici di alcuni giovani scienziati, i quali incontrano difficoltà insormontabili nell’essere ascoltati dai potenti della Terra, impegnati nelle loro beghe quotidiane e solo in extremis, quando già le prime avvisaglie dell’imminente apocalisse si stanno manifestando, cercano disperatamente un piano per mettere in salvo un gruppuscolo di uomini e donne per non far estinguere la nostra specie. Vengono approntate alcune gigantesche arche in grado di ospitare qualche migliaio di eletti, oltre ad una coppia dei principali animali. Né più né meno ciò che fece Noè un po’ di tempo fa. La temperatura comincia a salire, la crosta terrestre si sfalda, mentre giganteschi meteoriti si divertono a giocare al bersaglio con grattacieli e celebri monumenti che vanno in briciole. Gli effetti speciali sono veramente superbi e ci mostrano Manhattan che sprofonda nel mare, mentre cadono in rovina la Casa Bianca, il Cristo di Rio de Janeiro e la torre Eiffel. Tutti i governanti si pongono in salvo, ad eccezione del premier italiano, l’inossidabile Berlusca, che decide di passare gli ultimi minuti in preghiera con il pontefice, nella speranza di ricevere il perdono per i suoi peccati di gioventù, ma soprattutto di vecchiaia. Questa scelta imprevedibile viene accolta dal pubblico con una sonora risata scompisciante. Nel globale cataclisma i cellulari continuano imperterriti a funzionare, permettendo saluti strazianti e commoventi confessioni. La conclusione è a lieto fine con la salvezza di pochi sopravvissuti, che in qualche generazione ricostruiranno il nostro mondo infelice. Il film è eccessivamente didascalico e politicamente corretto, con il presidente americano negro, i politici che cercano di salvar solo ricchi e potenti, ma faranno una brutta fine e l’eroe di turno che salverà dio, patria e famiglia. Un’americanata, spettacolare, iperbolica e convulsivante in grado di esorcizzare le nostre paure e le nostre angosce contemporanee. Achille della Ragione
|